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A tavola con Bacco...

Barolo Chinato



Vi lascerà senza parole prima ancora di averlo assaggiato: merito dei suoi mille profumi che sanno di spezie e lontane tradizioni. Perciò mettetevi comodi e fate come abbiamo fatto noi: sorseggiatelo con calma, anzi molta calma, per non perdere nessuna delle sue ?virtù?.



Provate a immaginarvi nel lontano ?800, immobili a letto e in preda a una febbre da cavallo. Chi si preoccupa per voi chiede al farmacista una cura e questi suggerisce di bere un infuso di corteccia di china. È amaro, anzi di più! Deglutite a fatica, ma sapete che è uno dei pochi rimedi che possono migliorare le vostre condizioni cagionevoli... Intanto però, sulle colline delle Langhe (a Serralunga, in Piemonte), il farmacista Filippo Cappellano continua a mescolare estratti di erbe medicinali diverse tra di loro fino a quando, ottenuta una miscela che lo convince per l?equilibrio e il sapore, decide di mescolarla al nobile, anzi nobilissimo Barolo. Un?idea balzana? Forse, ma è così che, ammantato di mistero, nasce il ?Barolo Chinato?. Voi siete ancora sdraiati sul letto in preda all?influenza e... arriva l?elisir. Buono, anzi ottimo! Il suo successo è tale, che oltre a essere consacrato come vino medicinale (per la cura dei piccoli malanni invernali) viene proposto anche come cura contro la malaria. Morale? Il suo inventore passa di diritto alla storia... vinicola! Ma Cappellano non è il solo a cimentarsi in questa ardita sperimentazione. Negli stessi anni su una collina poco distante da Serralunga (Monforte), un?altra famiglia di farmacisti, gli Zabaldano, sperimenta diversi accostamenti per produrre un vino importante, con proprietà digestive e toniche. E con loro c?è anche Giulio Cocchi della vicina Asti che, prendendo spunto dalle ricette dell?antichità e cercando di creare un liquore speciale, inizia a mescolare diverse spezie al Barolo. Insomma in breve tempo il Piemonte diventa il primo e il maggior consumatore di Barolo Chinato, un liquore dalle proprietà curative conosciuto e apprezzato addirittura a New York, Caracas, Adis Abeba oltre che in tutta Italia grazie alle capacità imprenditoriali di Giulio Cocchi. Ma non erano solo i farmacisti a produrre il Barolo Chinato. Anche i contadini, in casa e in modo del tutto artigianale, cominciarono a produrre quel liquor-medicinale dai tanti usi: c?era chi lo beveva a fine pasto per digerire, chi lo utilizzava come tonico per stimolare l?appetito, chi caldo per curare il raffreddore, chi lo dava ai bambini per favorire la crescita, chi ancora alle donne in dolce attesa o ai matrimoni come bevanda augurale. Inutile chiedere gli ingredienti ai produttori: Cappellano (l?erede del famoso farmacista), ad esempio, a chi davanti al suo Barolo Chinato si domanda cosa siano tutti quei profumi, risponde con aria sorniona: ?solo quello che senti?. Altri, come quelli dell?Azienda Giulio Cocchi, invece, non temono di svelare la loro ricetta: e allora spiegano che china calissaja, rabarbaro, genziana, semi di cardamomo vengono mescolati al Barolo Docg (cioè che ha superato il periodo di affinamento) solo dopo aver macerato a lungo in alcool. Tutto il resto dipende da voi, o meglio da quanti ingredienti segreti, tempi e quantità riuscirete a carpire al produttore che (meglio di chiunque altro!) sa che non di sole spezie è fatto il suo Chinato. Noi possiamo solo dirvi che avventurarsi nella storia di questo vino è stato davvero affascinante. Intanto abbiamo scoperto che se nel ?900 la fama del Barolo Chinato incuriosiva un po? tutti gli amanti dei vini aromatici (che non vi rinunciavano mai), con il passare degli anni la bevanda cadde addirittura nel dimenticatoio. (E così fu per decenni.) Come se, eccezion fatta per pochi nostalgici, quel vino aromatico avesse perso il suo fascino oscurato da bevande più ?grintose?. Solo di recente lo si sta riscoprendo come vino aromatico da fine pasto. Piacevole, equilibrato, armonico nel profumo e gradevole nel gusto, il Barolo Chinato, ottenuto dalla infusione di ben 21 erbe scelte e dosate in un vino di elevato pregio, si colloca senza dubbio tra i grandi vini da dessert. Come degustarlo? Il nostro consiglio è di sorseggiarlo ?in solitario?, ma se proprio siete dei fanatici degli abbinamenti, fatevi tentare da qualche dolce a base di cioccolato: scoprirete un matrimonio davvero unico.

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