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l Ristorante Antica Trattoria
da Sandro al Navile
via del Sostegno 15 - Bologna
tel. 0516.343.100
Chiuso domenica.
Come arrivare
da Sandro al Navile
Percorrete la tangenziale di Bologna fino a raggiungere l?uscita numero 5 per il quartiere Lame. Proseguite per lo svincolo Bologna-Quartiere Lame: dopo circa 700 metri girate a sinistra e imboccate via Cristoforo Colombo per circa 300 metri. Quindi girate a destra e proseguite per via del Sostegno.
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Sandro Montanari ci accoglie sulla porta della sua ?Antica Osteria da Sandro al Navile? e, non c?è che dire, antica è? antica davvero. Come ci racconta con il suo piacevole accento bolognese, il ristorante in cui ci siamo intrufolati questa volta, serve da mangiare (anzi da desinare) ai viandanti dal lontano 1861, quando il bisnonno di Sandro decise di adattare la casa di famiglia a osteria con annesso piccolo spaccio per la vendita di generi alimentari.
Ora l?antico spaccio di alimentari non c?è più ma al suo posto è sorta una delle ?whiskoteche? (ossia una cantina con bottiglie anche rarissime di whisky) più fornite del mondo con ben 250 ?pezzi? risalenti fino a due secoli fa.
Che dire del menu? È come ce lo si aspetterebbe da una città gastronomicamente blasonata come Bologna: tradizione con quel pizzico di creatività che non guasta affatto. Provare per credere? E così abbiamo fatto noi ?saggiando? per voi la nobiltà culinaria di Alessandro Rizzi, primo chef della Trattoria.
E di cucina nobilissima trattasi, all?Antica Osteria, a cominciare dall?antipasto creativo ma con origine lontane: foie gras ?spruzzato? con un trito di pistacchi, accompagnato da confetture di fragole e pere (fatte in casa e non troppo dolci, in un curioso accostamento che ci intriga il palato) e servito con crostini di caviale ?importante? qual è il vero Beluga.
Stra-bolognese, invece, il primo piatto, fatto di ?semplici? tortellini in un saporito brodo di manzo e cappone, rigorosamente piccoli, ma tirati con il matterello uno per uno - i cosiddetti ?ombelichi di Venere?, per intenderci. E dopo il tortellino, ?protagonista? assoluto della tavola bolognese, ecco giungere una ?spalla? che non gli è da meno: messer raviolo, qui ripieno di manzo e cappone (le stesse carni utilizzate per la preparazione del brodo: anche nella ?grassa? Bologna non si butta via nulla!) e servito con un intingolo al culatello e punte di asparagi. Come non commentare poi il filetto al foie gras ?legato? con vellutata al Barolo e ?scortato? da verdurine brasate? Le parole - strano a dirsi, vista la ?chiacchiera? che ci contraddistingue - ci fan difetto? tanto il palato è impegnato a gustarselo. Per finire, la bavarese di limone in fantasia di frutti di bosco saltati al liquore d?arancia. Applausi.
Andrea Bianchi
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