Una lepre ?hollywoodiana? come Ingrid Bergman, Peter Fonda, Roger Moore o Cary Grant... Una ?letteraria? come John Keats o Gorge Orwell... Una ?intonata? come Harry Belafonte, Julian Lennon, Sting... No, non stiamo dando i numeri: è la lepre dell?oroscopo cinese! Secondo cui, questo animale lesto e veloce rappresenta l?altruismo, il romanticismo, l?attaccamento alla famiglia e (udite, udite...) l?immortalità! Poi, una ?lepre d?argento? come quella di Guido Gozzano, che nell?omonimo racconto la fece apparire in sogno al principe Aquilino. Era veloce, scattante, fulminea, imprendibile, nel sogno... Ma lo è anche nella realtà. Ecco perché, di una persona particolarmente lesta, si dice sia ?veloce come una lepre?! Ne sanno qualcosa anche gli eserciti di segugi e cacciatori che ogni volta che provano a stanarla (quella vera) devono cimentarsi spesso in zig zag mozzafiato e inseguimenti rocamboleschi (e meno male! Insomma, se proprio l?uomo deve cacciarla... almeno che sia un?impresa ardua!). Chissà, forse si fa tanta fatica ad acciuffarla perché i Celti associavano la lepre proprio alle divinità della caccia. Ma, sorpresa, c?è una favola di Esopo (favolista greco del VII sec a.C.), che della lepre e della sua riconosciuta agilità si prende un po? gioco. Ve la ricordate? Faceva pressappoco così? Una lepre un giorno si vantava con gli altri animali: ?Nessuno può battermi in velocità. Sfido chiunque a correre come me?. E la tartaruga rispose: ?Accetto la sfida?. Così le due stabilirono un percorso. La lepre partì come un fulmine e poi, per farsi beffe della tartaruga, si permise finanche di schiacciare un sonnellino. La tartaruga intanto, un passo dopo l?altro, la superò e si fece vicinissima al traguardo. E allora la lepre, destatasi dalla ?pennica?, si mise a correre a perdifiato, ma ormai era troppo tardi per vincere la gara. E la tartaruga, sorridendo, pronunciò una frase divenuta poi storica: ?Chi va piano va sano e va lontano?. Ma non tutte le lepri delle favole son sfrontate come quella di Esopo... Infatti, per Jean de la Fontaine (Libro V), fu una lepre a dar rifugio a una pernice, allorché l?accolse nella sua tana per nasconderla a un branco di cani scatenati.
Noi ora ci fermiamo qui... Per il ?come si arriva dalle favole alla cucina?, affidiamo alle immagini il compito di ?raccontarvelo? per benino.
PREZIOSA IMMANCABILE MARINATA.
La carne della lepre, come tutta la selvaggina, ha quasi sempre un sapore piuttosto intenso che può dare fastidio ai palati delicati. Un accorgimento ?sicuro? per ovviare al problema, e rendere la carne più tenera, è quello di farla marinare già tagliata a pezzi in una terrina con aromi e verdure a fette (li vedete tutti insieme nella foto: una carota, 2 cipolle, 1 gambo di sedano, 2 foglie di alloro, 1 spicchio d?aglio, 1 rametto di timo), poco sale grosso, qualche cucchiaio di olio e tanto vino rosso corposo tipo Barbera o Dolcetto che la ricopre interamente (che nel fare la foto non abbiamo versato per non coprire gli ingredienti). Poi, si lascia riposare per una notte in frigorifero. Questa è la marinata ?base?, che può variare a seconda delle preparazioni: troverete i consigli e le ?giunte? nelle singole ricette.