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L' uva ''rustica''
Una scampagnata in collina prima che l?autunno si porti via gli ultimi tepori estivi? Settembre è il mese migliore. E diventa perfetto per raccogliere l?uva matura da gustare così o in ricette rustiche ispirate dalla vendemmia...



Il cielo terso e azzurro, l?aria frizzante e tutt?intorno un intenso profumo di uva pronta da cogliere. Siamo in campagna, nella stagione in cui le colline si fanno dorate con sprazzi di rosso e giallo paglierino, mentre in casa i ricettari cambian capitolo. Perché? Semplice: si avvicina il momento della raccolta dell?uva e se una parte di questa si trasformerà in prezioso nettare da imbottigliare, altri grappoli finiranno dritti dritti in tavola (o in pentola come è successo in casa nostra!) per la gioia di chi ama i sapori genuini, rustici. Rustici come il pane all?uva e salame di ?duja? o quello che la stessa uva l?ha ?affogata? nel latte e nel miele. O ancora come il filetto di maiale reso dolce dagli acini più rossi, o come quel dolce di ?brina? rivestito (così sono i chicchi ghiacciati dallo zucchero). Un modo semplice e gustoso per trascorrere un pomeriggio in compagnia di amici, salutando l?estate che se ne va senza rimpianti, anzi! Perché pane, salame e uva (e non solo: voltate pagina insieme a noi...) faran dimenticare in un solo colpo (pardon, boccone) le bontà della stagione appena trascorsa.

Una squisita specialità... ... tutta da scoprire!
Sì perché la confettura di uva e nocciole, meglio conosciuta come ?cugnà? (la ricetta in teoria sarebbe segretissima, ma noi siamo riusciti a farcela confidare da un piemontese doc e ve la raccontiamo in pagina: speriamo che la nostra fonte non se ne abbia a male!), è un?autentica ghiottoneria non facile da trovare (a sentire alcuni non andrebbe confusa con la ?cognà?, una sorta di mostarda di cotogne che in Piemonte servono volentieri con il bollito misto). Nella sua terra, il Piemonte per l?appunto, amano sposarla ai formaggi, da quelli più stagionati e molto saporiti a quelli freschi e un po? pastosi. Così anche noi abbiamo voluto provare a preparare un piatto adatto alla più classica delle merende in campagna, accompagnando taleggio, tome e caprini a un bel barattolo di cugnà, oltre che a un rosso e succoso grappolo di uva. Il risultato? Anche se non eravate con noi potete immaginarvelo: non è rimasto nulla, eccezione fatta per il tagliere e il vasetto di confettura. Entrambi... vuotissimi!

E se l?uva si fa ?piccola? e si tuffa nell?alcol?...Allora nasce l?uva sotto... spirito!
Vi state già leccando i baffi? Calma, prima di immergerla bisogna scegliere l?uva adatta da tuffare nello... spirito. In tutti i casi, è vero, si tratta di uva seccata (al sole o con mezzi artificiali), ma tra la ?sultanina?, piccola e senza semi, ?l?uva di Corinto?, bluastra, quella ?di Smirne?, grossa e scura e quella ?di Malaga?, grossa e chiara c?è una bella differenza. Il nostro consiglio è quello di usare l?uvetta più corposa (di Smirne o di Malaga) perché capace di ?riempirsi? più delle altre di alcool e quindi di regalarvi maggior sapore. Ma c?è chi (noi ad esempio) preferisce immergere nell?alcol gli acini di uva fresca interi, che allora andrà mondata. A proposito, oltre a quello etilico per uso alimentare, potete ?ubriacare? l?uva con rum scuro, Cognac, Armagnac, Grand Marnier, grappa oppure un vino a forte tenore alcolico). A voi la scelta. Intanto, consultate la ricetta in pagina e poi deciderete l?uva e lo spirito che fa per voi.



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