|
| Naso&Gola > Non solo ricette > Approfondimenti > |
|
|
|
Per saperne di più...
|
Cicerchie, sapori di terra
Dopo anni di oblio tornano alla ribalta
le cicerchie, legumi antichi e saporiti
che un tempo,
nei periodi invernali, non mancavano
mai sulla tavola
dei contadini
Cicerchia! Chi è ?costei?? Forse non tutti conoscono questo legume ?parente stretto? del cecio. Un legume tanto saporito quanto (ahimé!) dimenticato!
Un tempo, la cicerchia costituiva uno degli ingredienti fondamentali delle tavole dei contadini: era coltivata con cura in primavera per poi esser raccolta ad agosto e conservata in grandi quantità per il ?desco? della stagione fredda. E allora accadeva che le zuppe e le minestre di cicerchie venivano cotte a lungo nella ?pignata?, cioè una grossa pentola di terracotta, direttamente sul focolare scoppiettante.
Pietanze che costituivano il piatto di tutti i giorni. Piatto poverissimo, ma molto nutriente perché ricco di proteine, vitamine e minerali... apporti di non poco conto in tempi ?magri?, quando dal cibo conveniva trarre il massimo nutrimento. Con il tempo però, nonostante costituissero un?importante fonte proteica, questi piccoli granelli dalla forma irregolare sono stati soppiantati dall?arrivo dei fagioli e dal sapore più delicato dei loro ?cugini?, i ceci. Così è stato per lustri... finché i buongustai hanno scoperto che nelle regioni centrali del nostro Paese, i contadini (e sono laziali, marchigiani, umbri e abruzzesi) non hanno mai smesso di coltivarle. Contadini che hanno così dato un contributo notevole per rivalutarle salvandole dall?oblio (non a caso, la cicerchia ha dato il via a una sagra dedicata: vedi box qui a sinistra)!
Cicerchia a cui oggi spetta un posto d?onore tra gli ingredienti fondamentali della cucina italiana, catturando finanche l?attenzione degli chef più raffinati, oltre che dei buongustai desiderosi di riscoprire un sapore semplice quanto ricco che arriva dritto dritto dalla memoria!
|
|
Torna indietro
|
|
|
|
|